La poesia

La poesia, per me, è un’arte che sfiora l’anima e rifrange il mondo in prospettive inattese. Non è semplice esercizio letterario: è uno strumento capace di evocare emozioni profonde e di rivelare pieghe segrete della realtà. Il suo potere nasce dalla concentrazione: poche parole necessarie che accendono immagini, creano risonanze, aprono varchi nel visibile. Parla direttamente alle mie emozioni e a quelle di chi legge. Con metafore, simboli e ritmo provo a dire ciò che sfugge al discorso ordinario: la gioia e il dolore, l’attesa e lo smarrimento, la speranza che insiste e la disperazione che affiora. Non mi limito a descrivere: cerco di far vivere le emozioni, perché il lettore le senta in modo immediato. In quell’istante nasce una comunione discreta ma tenace tra chi scrive e chi accoglie. La poesia muta lo sguardo. Un gesto quotidiano, sotto la sua luce, rivela bellezze taciute o malinconie nascoste. Il ritmo, la struttura, l’ellissi scartano l’ovvio e restituiscono il reale nella sua vibrazione. Così imparo a vedere di nuovo: ad abitare le piccole cose e a interrogare le grandi questioni che tornano come maree. La mia voce poetica nasce anche dalla spiritualità benedettina che mi ha formato. Ora et labora è la sua trama segreta: l’attenzione al presente, la misura, il silenzio fecondo. Dalla Regola ho imparato l’obbedienza del cuore, la cura dell’ascolto, l’ospitalità dello sguardo. Nel silenzio dell’ora, nella disciplina del lavoro, nel canto che ordina il tempo, la parola si affina; ogni verso diventa preghiera breve, salmo domestico, esercizio di presenza. La stabilitas mi radica, la lectio mi nutre: entro nel testo come in un chiostro, cammino tra immagini come tra archi e ombre e ne esco con un frammento di luce. Anche l’umiltà, sorella della gioia sobria, mi custodisce: mi ricorda che il dire nasce dall’ascolto, che la bellezza è servizio, che la parola più vera è quella che lascia spazio. Ogni parola pesa. Ogni verso è scelto per un effetto preciso. In questa cura posso accostare temi complessi e sfaccettati: natura e destino, fragilità e splendore, il ciclo che intreccia nascita, trasformazione e fine. Una poesia sulla natura non si ferma al paesaggio: indaga il legame tra l’umano e l’ambiente, la bellezza vulnerabile della vita, l’eco di ciò che finisce e ricomincia.Scrivo dal mio vissuto, ma cerco l’universale. Le emozioni e le idee, quando sono oneste, attraversano lingue e secoli. Un sonetto di Shakespeare, un haiku, la spiritualità di san Benedetto, una voce contemporanea: strumenti diversi, stessa sete di senso. La poesia oltrepassa confini e tempi, diventa lingua condivisa, grammatica di umanità che riconosco anche in chi è lontano. Nel nostro tempo frettoloso, la poesia è un atto di opposizione. Mi chiede di rallentare, di custodire la precisione delle parole, consapevole che possono curare o ferire, unire o separare. È viaggio interiore e officina del linguaggio: con sillabe e pause costruisco mondi, do forma al tumulto, trovo un ordine provvisorio nel disordine del vivere. In questo, ancora, l’ethos benedettino mi guida: misura, sobrietà, discernimento; e un’ospitalità che fa spazio all’altro dentro il testo. Ha una dimensione terapeutica. Nominando ferite e gioie, la poesia riconcilia; trasformando il non detto, apre uno spazio di pace possibile. Nel gesto di scrivere e in quello di leggere, si affacciano memorie, si allentano paure, si riconosce una trama più ampia in cui stare. Tiene in dialogo passato e presente. Le voci antiche risuonano ancora e offrono sponde; le voci di oggi ci aiutano a navigare le derive del reale. In questo scambio la poesia diventa ponte: porta esperienze lontane nel cuore del nostro tempo e restituisce al presente la profondità di un coro senza tempo. La poesia sfida le consuetudini del pensiero. Con forme sperimentali o con la trasparenza di una linea netta, mi invita a mettere in questione le certezze, a guardare da un angolo imprevisto, a dare voce a chi resta ai margini. Così, a volte, diventa anche gesto civile: un varco per pensare insieme ciò che ferisce e ciò che salva. Soprattutto, la poesia è un atto di speranza. Ricorda la nostra comune umanità e ci invita a immaginare un domani più giusto. Non promette salvezze facili: indica una via di attenzione, un esercizio di presenza. Per questo non è un elegante arabesco di parole, ma un viaggio e un faro. Ogni testo è un microcosmo: riflette le infinite sfaccettature dell’esperienza, e ogni lettore, incontrandolo, vi aggiunge il proprio respiro. Io costruisco con le parole come un artigiano: plasmo, modello, cerco una forma che renda dicibile l’indicibile. In questo lavoro, nutrito dal ritmo dell’ora e dalla pazienza del chiostro, trovo senso: un’ancora discreta nel mare complesso dei giorni, una chiamata a vedere con occhi nuovi, a sentire con il cuore aperto, a pensare con rigore e tenerezza insieme.

Gioacchino Eduardo Lazzara

Gioacchino Eduardo Lazzara è poeta e scrittore. La sua poesia nasce dall'incontro tra interiorità, sensibilità umana e ricerca spirituale, in un percorso che unisce contemplazione, ascolto e attenzione verso l'altro.

Oblato benedettino e volontario presso AIL (Associazione Italiana contro le leucemie, linfomi e mielomi), porta nella scrittura il duplice segno del silenzio interiore e della prossimità umana. Anche nel confronto con serie prove di salute, ha mantenuto uno sguardo composto, dignitoso e aperto alla speranza. Da questa esperienza prende forma una voce limpida e meditativa, capace di interrogare il mistero dell'esistenza e di esplorare il dialogo sottile tra umano e divino.

I suoi versi si muovono in uno spazio di confine tra parola e silenzio, memoria e trascendenza, esperienza personale e apertura al mistero. Nella sua opera, la tradizione poetica italiana incontra la spiritualità monastica, dando vita a una parola essenziale e intensa, orientata alla ricerca di un significato più profondo dell'esperienza umana.

Ha pubblicato Frammenti... d'anima (Dantebus Edizioni) e La poesia dell'anima - Canti interiori tra umano e divino (BookSprint Edizioni), raccolte che testimoniano un coerente cammino poetico e spirituale. In esse la parola poetica si fa luogo di meditazione, ascolto e rivelazione interiore.

https://www.gioacchinoeduardolazzara.it
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